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Le ronde nelle città che i leghisti al governo vanno sostenendo sono una risoluzione propagandistica inutile, anzi pericolosa. Certo i cittadini hanno ragione di scendere in piazza per protestare contro l’inerzia e l’impotenza delle autorità rispetto all’invasione della microcriminalità di ogni provenienza, ma il rischio è che si generi una guerra fra poveri, sull’onda delle reazioni emotive, specie in quartieri poveri e degradati.: cosa accadrà alla prima ronda aggredita? E’ lo Stato che deve fare il proprio dovere. Nemmeno durante il Ventennio fascista le “squadre” hanno ricevuto dallo Stato il compito di occuparsi dell’ordine pubblico. O si vuole avere il coraggio di costituire una nuova Milizia?
In Italia abbiamo bisogno ovunque di più Stato, non di creare dei “Corpi dei Sindaci” all’insegna dello sceriffismo.
Paolo Chiarenza
Le ronde nelle città che i leghisti al governo vanno sostenendo sono una risoluzione propagandistica inutile, anzi pericolosa. Certo i cittadini hanno ragione di scendere in piazza per protestare contro l’inerzia e l’impotenza delle autorità rispetto all’invasione della microcriminalità di ogni provenienza, ma il rischio è che si generi una guerra fra poveri, sull’onda delle reazioni emotive, specie in quartieri poveri e degradati.: cosa accadrà alla prima ronda aggredita? E’ lo Stato che deve fare il proprio dovere. Nemmeno durante il Ventennio fascista le “squadre” hanno ricevuto dallo Stato il compito di occuparsi dell’ordine pubblico. O si vuole avere il coraggio di costituire una nuova Milizia?
In Italia abbiamo bisogno ovunque di più Stato, non di creare dei “Corpi dei Sindaci” all’insegna dello sceriffismo.
Paolo Chiarenza
A Cuneo il cosiddetto centrodestra si presenta diviso e immobile al suo interno di fronte alle imminenti elezioni provinciali e comunali. I contrasti con la Lega sono di natura sostanziale e di fatto non sanabili a livello locale. E’ una lotta di supremazia nel Pdl, e di potere nella coalizione governativa. E’ paradossale con statere i veti incrociati e le imposizioni dall’alto per la Provincia, nonchè l’insipienza e la mancanza di interlocutori per affrontare le candidature a Sindaco a Saluzzo, Savigliano, Fossano e Bra: ognuno per sé e Dio per tutti. Malgrado il centrosinistra e la sinistra radicale a livello nazionale siano “pugili suonati”, a Cuneo Pdl (quelli del “qui comandiamo noi”) e Lega (si fa quel che decide Bossi) litigano come galli nel pollaio.
Nel panorama politico cuneese La Destra è un movimento solo relativamente nuovo per la campagna elettorale amministrativa ed europea, perché la sua identità, le sue radici politiche, il suo spazio di riferimento, la fine ingloriosa di A.N., la fanno ben radicata sul territorio e con incoraggianti prospettive elettorali. Per chiarezza di scelta nei confronti degli elettori cuneesi e a dispetto dei vari compromessi di potere, La Destra ritiene inevitabile che al primo turno delle elezioni provinciali Pdl, Udc e Lega si presentino al voto ciascuno con un proprio candidato; poi al ballottaggio si effettueranno le alleanze conseguenti: elezioni “primarie” più serie ed eloquenti di così non si possono fare, nell’interesse dei cittadini.
L’ufficio stampa
Paolo Chiarenza
I dirigenti de La Destra di tutto il Piemonte sono convocati dal Segretario regionale ing. Giuseppe Lonero a Bra presso il Centro Polifunzionale per Sabato 21 febbraio p.v..
La riunione plenaria è convocata per la preparazione delle elezioni europee, provinciali e comunali. Saranno presenti tutti i membri del Comitato centrale e i dirigenti delle Federazioni del Piemonte.
L’ufficio stampa
Il consigliere comunale de La Destra Benito Guglielmi, rilevando che la zona di Via S. Andrea a Borgo S. Dalmazzo ha registrato in questi ultimi anni un notevole sviluppo edilizio con conseguente incremento residenziale di famiglie e di molti bambini, ha presentato una interrogazione all’Amministrazione comunale per richiedere in questo quartiere la realizzazione di un’area verde, con giardino e parco giochi, a disposizione soprattutto di anziani e bambini: tale opera sarebbe molto opportuna sia per l’utilizzo del tempo libero a parte dei residenti sia per l’arricchimento ambientale della città.
L’ufficio stampa
Dopo avere cancellato dal Parlamento – mediante sbarramento elettorale – realtà storiche e ben vive della vita politica italiana, il nuovo sistema istituzionale che si sta instaurando vuole imporre neanche più una forma accettabile di bipolarismo politico – centrodestra e centrosinistra –ma un bipartitismo Pdl e Pd che annulli di fatto ogni diversa e ingombrante identità ideale e politica. Lo conferma l’accordo in atto fra i due partiti dominanti per imporre lo sbarramento elettorale al 4% per le imminenti elezioni europee: per loro in Europa ci si deve andare per determinati interessi politici ed economici e non già in rappresentanza del popolo, della storia, della cultura italiana. Vogliono la democrazia a loro uso e consumo: il Pdl elimina l’incomoda Destra di Storace, il Pd recupera i voti della sinistra; Lega, Udc e Idv, per miope opportunismo, stanno a guardare.
La Destra denuncia questa manovra scandalosa, che è un autentico colpo di “regime” contro la democrazia della rappresentatività e della partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica. Una manovra odiosa che provocherà senz’altro ripercussioni sulle alleanze delle elezioni amministrative del 6\7 giugno. Infatti, La Destra è decisa: non si può perseguire la sua amputazione a livello nazionale e poi progettare eventuali accordi a livello di elezioni provinciali e comunali, a seconda delle convenienze locali del Pdl.
L’ufficio stampa
“Giù le mani dai bambini” è lo slogan promosso dal Dipartimento nazionale donne de
Diego Fenoglio – Segretario provinciale
Nadia Liboà – Dirigente Dipartimento Donne
In Italia diminuisce l’occupazione, mentre aumentano gli incidenti e le morti sul lavoro. Di fronte a questo dato allarmante, la politica ha il dovere di costruire risposte più convincenti. Mentre a Torino si apre il processo per
Gioventù Italiana, movimento giovanile de
Al Congresso nazionale de
Fenoglio ha contestato l’ottusa cultura dei pregiudizi e del sospetto sugli adempimenti di legge nei confronti delle imprese artigiane, piccole e medie, e ha denunciato i costi per l’energia che devono sopportare le aziende del settore, costi superiori del 38% rispetto alla media europea. L’esponente de
L’ufficio Stampa